La sesta edizione di Selfportrait apre i battenti con rinnovato entusiasmo, suscitato da importanti novità, prima fra tutte il catalogo, prezioso segno che testimonia e afferma la volontà di crescita di un progetto, che fino a pochi mesi fa era un neonato, e ora comincia a muovere i primi passi verso l’eterno.

Ne “La teoria del restauro” Cesare Brandi afferma che “la materia è l’epifania dell’immagine”, allo stesso modo è possibile pensare all’immagine come epifania del progetto. Un progetto, qualunque esso sia, nasce dalla mente e dal ventre dell’uomo, dalla forza e dalla volontà di realizzarlo, ma soprattutto dall’idea di una rigenerazione naturale delle cose che, prima ancora che ci circondino, sono già dentro di noi. Un percorso ambizioso, sia pur mostrando chiara e leggibile la direzione, non può rivelarsi appieno se non dopo aver attraversato almeno una buona parte della strada sterrata che normalmente precede l’ingresso a quella scorrevole e di agevole percorrenza. In un territorio geograficamente delimitato come quello in cui viviamo, è fondamentale fare nostra la consapevolezza che lo spazio è soprattutto mentale prima ancora che fisico. Questo è un passaggio determinante per comprendere quanto sia impellente la necessità di affrancarsi dagli “impossibilismi”, dal “tutto o niente”, da quell’ atavico attendere, dall’ostinato aspettare la giusta condizione. Selfportrait nasce come impegno nel lavorare alla determinazione di quelle “condizioni” utili perché uno spazio condiviso sia possibile.

Il progetto nasce conseguentemente alla mia partecipazione nel 2011 ad Agorà Design, manifestazione con l’intenzione dichiarata di creare un connubio tra progettista e artigiano, che, più o meno annualmente, si svolge nel Comune di Martano, con il sostegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria e che, da quell’anno, prevede che alcuni progetti selezionati tra i partecipanti, prendano parte, con il contributo della Camera di Commercio di Lecce, al Fuori Salone di Milano. In quell’occasione, trovatomi tra gli autori dei tre progetti selezionati a cui se ne aggiunsero altri quattro menzionati, fui incaricato di coordinare e allestire la mostra a Milano.

L’eterogeneità dei progetti del gruppo venutosi a creare, mi spinse a dare alla mostra un nome che facesse intendere chiaramente il carattere individuale di ogni progetto: Selfportrait. L’entusiasmo e l’energia profusa nella partecipazione al progetto mi portò, a distanza di oltre un anno, a realizzare una seconda edizione, non più a Milano ma a Lecce, non più in uno spazio pubblico ma privato, non più grazie a fondi pubblici ma auto-sostenuto, non più attraverso un bando di concorso ma su invito.

Così, la seconda edizione di Selfportrait, tenutasi tra dicembre 2012 e gennaio 2013, coincise con la prima svoltasi a Lecce, alla quale presero parte, insieme a me, Federica Lazzari, Daniele Mazzotta, Persanapos (Alessandra Apos e Andrea Persano), Guglielmo Quaranta e Romano Alcide Rizzo. Da questa edizione in poi, fu inaugurato, nel foyer della galleria, uno spazio dedicato alle arti visive, che di volta in volta ha ospitato il lavoro inedito di un artista, e che in quella occasione ebbe come ospite la pittrice lucana Filomena D’Ambrosio. L’evento, a partire dalla serata inaugurale, ha entusiasmato l’animo creativo di tutti, partecipanti e visitatori, ed è diventato un’occasione di incontro dal carattere informale ed amicale, dedicato all’autoproduzione, ma soprattutto pretesto per condividere creativamente un momento ed uno spazio determinati. Questa fu una delle ragioni che mi spinse a continuare il percorso intrapreso, coinvolgendo colleghi motivati e sensibili al progetto. Così, alla seconda edizione, a distanza di pochi mesi, seguì la terza, svolta nella primavera del 2013, alla quale si aggiunsero nuovi partecipanti e tanti altri visitatori. Seguirono altre edizioni fino a giungere a questa sesta, che il presente catalogo vuole documentare.

Ad ospitare l’evento è uno spazio privato, il mio studio professionale ricavato in un opificio dove, negli anni ’80, venivano realizzati componenti metallici per l’arredo, nella periferia a sud di Lecce. A partire dalla quarta edizione, la crescita della rassegna ha richiesto un aumento dell’area dedicata all’allestimento, presentando oggi una superficie più ampia e meglio attrezzata.

Oggi Selfportrait ha una veste rinnovata e marca ulteriormente il carattere creativo e di condivisione dell’evento. L’obbiettivo è svelare il territorio locale quale rete dinamica, tessuta di differenti percorsi; condividere temi che coinvolgono direttamente tutti i progettisti, come lo scambio di informazioni, il confronto delle soluzioni rispetto a problematiche ricorrenti, la conoscenza di materiali e tecniche di lavorazione. Tutto ciò facilita l’incontro tra progettista e azienda, senza alcun filtro o mediazione, innescando naturali e proficue opportunità professionali.

La sesta edizione vede protagonista la pietra e i materiali lapidei, la loro progettazione e lavorazione. Progettisti e aziende si incontrano in uno spazio dal carattere informale, per esibire quanto da loro progettato e prodotto. Raggruppare insieme progettisti ed aziende è un progetto ambizioso, frutto di una sentita collaborazione e, soprattutto, della volontà di credere nel territorio quale luogo di eccellenze e specificità professionali. In un momento come quello che stiamo attraversando, è opportuno che le energie profuse da noi progettisti e quelle a rischio esaurimento delle aziende del nostro territorio, convergano nella medesima direzione per scongiurare inutili sprechi, per non pentirci, un giorno, di non aver fatto abbastanza, per seminare ancora e guadagnare domani nuovi e inaspettati raccolti. A tal proposito, Selfportrait ambisce a fare da volano per nuove e redditizie opportunità.

La scelta di continuare ad avere una certa eterogeneità di progetti mi ha portato a invitare i progettisti a lavorare su pietre e materiali lapidei, mantenendo il carattere molteplice delle soluzioni progettuali e libertà sull’oggetto da disegnare.

 

La rassegna, suddivisa in sezioni, si presenta come un luogo tematicamente dedicato. Nella sezione “Design Gallery”, dedicata ai dieci progettisti o gruppi partecipanti (Archicool, archiLAB_studio, Giorgio Baldassarre, Valeria Crasto con Stefania Galante, Antonio Di Paola, Onelia Greco, Fernando Longo, MADe-sign, Patrizia Marzo con Ada Mazzei e Silvia Scoditti, Gabriele Perrino), sono in mostra i prototipi. Ogni progettista propone un inedito autoritratto progettuale, segno distintivo del proprio approccio con la progettazione e il design, sia esso prodotto su piccola o larga scala, sia che riguardi il mondo dell’arredo bagno o quello dei complementi per la tavola. La molteplicità dei progetti in mostra è evidenziata oltreché dalle differenti tipologie di prodotto anche dalle varie tecniche di produzione, da quelle tradizionali a quelle più sperimentali. Proprio in virtù della necessità di rendere saldo il rapporto tra progettista ed azienda, a partire da questa edizione, la sezione “Design Factory”, dedicata alle aziende, si fonde con la quella dedicata ai progettisti: le dieci aziende partecipanti (Bianco Cave s.r.l., Gre.tu.for. Marmi s.r.l., Marmeria di Russo Luca & C. s.a.s., Marmi Russo di Russo Antonio, Marrocco Pietra Leccese, Nuova Marmo Arredo, Punto Marmo s.n.c., Romanopietra s.r.l., Ro.mar s.r.l., Sorelle Cosi s.r.l.), adottano i progetti presentati nella “Design Gallery”, realizzandone i prototipi. Nascono così nuovi accordi e nuove possibilità di carattere commerciale, nuove prospettive che si aprono verso nuovi mercati. “Design Portrait” è la finestra che si affaccia sull’arte, che in questa occasione vede protagonista un progetto inedito di Daniele Coricciati avente come tema il territorio, visto attraverso una stretta prospettiva sulla pietra.

A distanza di due anni dall’inizio di questa condivisa avventura, ritengo che molto è stato fatto in ordine al rapporto tra progettista e produttore. Mentre nelle prime edizioni era particolarmente marcato il carattere dell’autoproduzione degli oggetti in mostra, trascurando la presenza delle aziende, già dalle ultime rassegne è emersa forte e decisa l’esigenza di non stravolgere quello che è, da sempre, l’ordine delle figure in ambito della produzione di un oggetto d’uso: progettista e produttore. Da qui la necessità di stimolare in tutti i modi l’incontro tra queste figure, per rendere percorribili quelle strade che nel nostro territorio non sono state ancora del tutto percorse. L’interesse delle aziende si è dimostrato da subito, e cresce sempre più la voglia di fare rete senza timori nel confrontarsi. A tal proposito ringrazio le aziende che con grande impegno hanno aderito al format partecipando in maniera attiva; ringrazio le aziende che, da partner si sono offerte di collaborare alla realizzazione dell’evento e tutte quelle che attraverso un contributo hanno sponsorizzato la sesta edizione di Selfportrait.

Ai progettisti partecipanti, anima ed energia vitale di questo progetto, e a quanti hanno in passato preso parte a Selfportrait, a loro, rivolgo uno speciale ringraziamento e un augurio di poter raggiungere sempre nuovi traguardi, profondendo lo stesso entusiasmo che fino ad oggi ha alimentato costruttivamente i nostri dialoghi ed incontri.